FAQ

Se hai dei dubbi prova a consultare le domande frequenti, altrimenti contatta il Fondo.

Adesione

Possono aderire ad Espero tutti i lavoratori della scuola con contratto:

  • a tempo indeterminato (tempo pieno o parziale);
  • a tempo determinato di durata minima di tre mesi continuativi;
  • i dipendenti delle Organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo istitutivo del fondo compresi i dipendenti in aspettativa sindacale ai sensi dell’art.31 della legge 20 maggio 1970, n.300 (Statuto dei lavoratori), operanti presso le medesime organizzazioni sindacali.

Possono aderire ad Espero anche:

  • I lavoratori appartenenti al contratto di lavoro FORMA, CENFOP, British Council, F.U.L.G.I.S.
  • I soggetti fiscalmente a carico dei lavoratori aderenti ad Espero.

Per maggiori informazioni relative alle regole per l’adesione, la contribuzione, la fiscalità e le prestazioni per i Dipendenti privati consultare la sezione: Espero per i privati.

L’iscrizione ad ESPERO, per te che sei un giovane lavoratore, è particolarmente redditizia in quanto potrai:

  • avere il contributo del datore di lavoro;
  • usufruire del vantaggio fiscale riservato al risparmio previdenziale;
  • sfruttare tutte le potenzialità dell’investimento finanziario di lungo periodo.

Si. Infatti, iscrivendoti ad Espero hai i seguenti vantaggi:

  • puoi contare sul contributo del datore di lavoro;
  • fruisci delle deduzioni fiscali;
  • qualora non raggiungessi i requisiti minimi per l’erogazione della rendita hai diritto a riscattare l’intera posizione individuale maturata presso Espero.

Si. Espero dà l’opportunità ai lavoratori a tempo determinato di costituirsi una posizione previdenziale complementare in modo tale da non perdere questi periodi di lavoro ai fini previdenziali, purché il contratto di lavoro abbia una durata pari o superiore a 3 mesi.

E’ importante tenere presente che il dipendente pubblico assunto con contratto a tempo determinato potrà iscriversi a condizione che la sottoscrizione avvenga almeno 3 mesi prima dalla scadenza del contratto.

Quando il contratto giungerà alla scadenza il lavoratore potrà:

  • rimanere iscritto ad Espero, pur in assenza di contribuzione. La contribuzione verrà automaticamente riattivata qualora si ricostituisca un nuovo rapporto di lavoro;
  • trasferire la posizione individuale presso un altro fondo pensione;
  • riscattare la posizione maturata

Per un lavoratore a tempo determinato è molto conveniente iscriversi ad Espero. Infatti, la sua posizione previdenziale pubblica, a causa della discontinuità occupazionale, produrrà una pensione particolarmente contenuta e quindi, più degli altri, avrà bisogno di una pensione complementare per affrontare serenamente gli anni della vecchiaia.

No. È possibile iscriversi al fondo pensione complementare Espero già dal primo giorno di lavoro. Ciò ti permetterà di avere immediatamente una copertura previdenziale complementare che si affiancherà a quella pubblica obbligatoria.

Sì. Puoi mantenere entrambe le posizioni attive: devi solo prestare attenzione al possibile superamento del limite di deducibilità fiscale delle contribuzioni destinate ai fondi.

Prima di tutto accertarti di aver maturato i requisiti richiesti dall’altro fondo per il trasferimento presso un’altra forma pensionistica, poi seguirai le istruzioni dettate dall’altro fondo per presentare la domanda. Il fondo cedente informerà Espero della richiesta presentata dall’associato. A questo punto Espero procederà ad autorizzare il trasferimento in ingresso e resterà in attesa di ricevere il bonifico con il relativo dettaglio necessario per riconciliare l’importo sulla posizione dell’iscritto.

No. Per aderire ad Espero è necessario che compili sul portale NoiPA il modulo di adesione al nostro Fondo. Potrai presentare la domanda di trasferimento dopo aver aderito ad Espero.

Puoi iscriverti ad Espero seguendo il seguente percorso:

  • accedere al portale stipendi NoiPA.
  • digitare le credenziali di autenticazione (codice fiscale e password) o inserire la Carta Nazionale dei Servizi.
  • selezionare Previdenza Complementare tra i servizi Self Service.
  • selezionare Gestione adesioni.
  • scaricare obbligatoriamente la Nota Informativa, la cui lettura consente di reperire tutte le informazioni necessarie per una adesione consapevole. ATTENZIONE: è possibile che dopo aver cliccato su Scarica informativa, non venga visualizzata alcuna nuova finestra; in tal caso occorre consentire l’apertura delle finestre pop up (solitamente l’avviso si trova in alto).
  • dopo aver visualizzato tutte le informazioni già in possesso del portale, indicare le ulteriori informazioni necessarie per l’adesione (contributo aggiuntivo, scelta del comparto di investimento ecc…).
  • dopo aver completato l’inserimento dei dati verrà visualizzato un prospetto riassuntivo riguardante i contributi, gli investimenti, i costi e l’indicatore sintetico dei costi. Selezionare di voler accettare le condizioni.
  • inserire il PIN dispositivo per validare il modulo di adesione (il PIN è un codice di 5 cifre rilasciato al dipendente che ne fa richiesta, a seguito di una procedura di identificazione effettuata dal funzionario responsabile della scuola.

Per ulteriori informazioni visita la sezione COME ADERIRE/MODALITA’ DI ADESIONE del sito.

L’adesione tramite il portale NoiPA può essere effettuata dal dipendente in completa autonomia. È inoltre possibile chiedere assistenza per l’adesione  presso:

  • la sede di Espero
  • i luoghi che ospitano momenti istituzionali di attività dei soggetti sottoscrittori o promotori delle fonti istitutive
  • le segreterie scolastiche
  • le organizzazioni sindacali (FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS-Confsal, GILDA-UNAMS, ANP-CIDA)

No, il contributo versato dal lavoratore è deducibile dal reddito imponibile ai fini fiscali, mentre non incide sulla base retributiva utile al calcolo della contribuzione previdenziale, quindi non comporta alcuna riduzione della pensione pubblica.

Dal 1° giugno 2013 l’adesione al Fondo Espero da parte dei dipendenti del settore pubblico è possibile solo tramite il portale NoiPA. La domanda di adesione che viene portata a termine dal lavoratore di norma è quindi sempre ammissibile. Sarà poi il Fondo a confermare l’iscrizione e a contattare il lavoratore nel caso di anomalie.

Il MEF attivata la contribuzione al Fondo con la prima rata utile.

A distanza di un mese, massimo due dalla data in cui è stata trasmessa l’adesione, Espero invia al domicilio dell’associato la lettera di benvenuto all’interno della quale sono specificati il numero di iscrizione, il comparto prescelto e le credenziali di accesso all’area riservata sul sito di Espero.

Contribuzione

La misura dei contributi dovuti al fondo pensione è stabilita nell’ambito della contrattazione collettiva.
La misura determinata contrattualmente è calcolata percentualmente sui seguenti elementi retributivi: retribuzione tabellare, indennità integrativa speciale, tredicesima mensilità e retribuzione professionale.
Le percentuali di contribuzione sono fissate come segue:

  • 1% a carico del datore di lavoro
  • 1% a carico del lavoratore;
  • 28,94% del TFR maturato a partire dall’adesione al Fondo per i lavoratori già in servizio alla data del 31 dicembre 2000;
  • 100% del TFR maturato a partire dall’adesione al Fondo per i neoassunti successivamente al 31 dicembre 2000;
  • un incentivo pari all’1,50% della retribuzione utile ai fini della buonuscita, solo per i lavoratori già in servizio alla data del 31 dicembre 2000 che aderiranno al fondo

Le somme derivanti dal TFR e l’incentivo dell’1,50% hanno carattere figurativo, sono contabilizzate e rivalutate dall’Inps Gestione ex Inpdap e saranno materialmente trasferite ad Espero al momento dell’erogazione della prestazione.

Sì. Una volta all’anno il lavoratore può decidere di modificare il contributo a proprio carico accedendo al portale NoiPA e seguendo questo percorso: Previdenza Complementare – Gestione adesione – Modifica contribuzione. La modifica decorre dalla prima mensilità utile ai fini delle elaborazioni stipendiali da parte del Mef.

No. La decisione di versare una quota aggiuntiva attiene solo il lavoratore. Il datore di lavoro è, invece, obbligato a versare ad Espero quanto stabilito contrattualmente.

No. L’obbligo contributivo viene assunto dal datore di lavoro esclusivamente nei confronti di quei lavoratori che si iscrivono ad Espero, mentre nulla è dovuto per coloro che decidono liberamente di non aderire all’iniziativa di previdenza complementare. Nessun trattamento sostitutivo o alternativo, anche di natura diversa, sia collettivo che individuale, sarà riconosciuto a favore dei lavoratori che non aderiscono ad Espero.

Per tenere sotto controllo i contributi versati da te e dall’amministrazione nella tua posizione individuale, hai diversi strumenti:

  • in busta paga deve essere evidenziata la trattenuta effettuata al lavoratore e il versamento dell’amministrazione.
  • Espero invia ogni anno al lavoratore un certificato di quanto risulta versato sul suo conto con la suddivisione degli importi fra: versamenti a carico del lavoratore, a carico del datore di lavoro e quanto contabilizzato, figurativamente, da Inps Gestione ex Inpdap. L’estratto sarà disponibile solo in modalità on line accedendo al portale NoiPA o sul sito di Espero nell’ Area Riservata Associati
  • Espero, è in grado di verificare tempestivamente, mese dopo mese, le somme effettivamente versate dall’Amministrazione
  • Sul sito del Fondo è attiva un’area riservata, per permetterti di visualizzare in qualsiasi momento la sua posizione aggiornata.

È consentito, in costanza del rapporto di lavoro, sospendere la propria contribuzione. Questa tipologia di richiesta può essere effettuata una sola volta nel corso della permanenza nel fondo.

Il lavoratore potrà sospendere la contribuzione a suo carico esclusivamente on line accedendo al portale NoiPA seguendo questo percorso: Previdenza Complementare – Gestione adesione – Sospensione contribuzione.

Per completare la procedura è necessario disporre del PIN DISPOSITIVO (firma digitale) da richiedere al proprio ufficio di servizio nel caso l’amministrato non lo possiede già.

La sospensione decorre dalla prima mensilità utile ai fini delle elaborazioni stipendiali da parte del Mef.
Con le stesse modalità sarà possibile riattivare, dopo almeno un anno, la contribuzione.

Fisco

No.
I contributi versati dal lavoratore pubblico ad Espero, cumulati con quelli dovuti dal suo datore di lavoro, sono deducibili dal reddito del lavoratore imponibile ai fini fiscali entro il limite più basso tra i seguenti importi:

  • il doppio del TFR versato al fondo;
  • il 12% del reddito complessivo;
  • € 5.164,57 su base annua.

Il risparmio fiscale conseguente varia in funzione della propria aliquota marginale IRPEF.

No.
L’agevolazione fiscale prevista per gli aderenti ai fondi pensione negoziali a fini previdenziali è riconosciuto dal datore di lavoro, quale sostituto d’imposta, direttamente in busta paga.

Se l’importo complessivo dei contributi versati dovesse superare i limiti di deducibilità, sarebbero soggetti a tassazione ordinaria all’aliquota marginale IRPEF relativa allo scaglione d’imposta in cui è compreso il reddito del lavoratore interessato. Il beneficio fiscale, però, non verrà annullato ma semplicemente traslato nel tempo. Infatti, al momento dell’erogazione della prestazione gli importi eventualmente non dedotti non saranno assoggettati ad alcuna impostazione fiscale.
In presenza di contributi non dedotti, l’associato dovrà ricordarsi di comunicare ad Espero entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è avvenuto il versamento, l’importo che dovrà essere esente da tassazione al momento dell’erogazione della prestazione.

La rendita vitalizia erogata da Espero viene assoggettata a tassazione ordinaria solo per la parte che deriva da:

  • contributi dedotti
  • TFR
  • la quota aggiuntiva dell’1,5%

E’ invece totalmente esente da imposizione la parte che origina da:

  • contributi non dedotti
  • Rendimenti

Si.
Le rivalutazioni annuali della rendita sono assoggettate ad un’imposta sostitutiva del 26%.

Informazioni

Per avere informazioni su Espero puoi:

  • telefonare al numero 0652279155, dal lunedì al venerdì, 10.00-12.00/15.00-16.00
  • scrivere all’indirizzo: Fondo Scuola ESPERO – via Cavour, 310 – 00184 Roma RM
  • inviare un e-mail: info.aderenti@fondoespero.it
  • inviare un fax al numero: 06 5227 2348
  • consultare il sito www.fondoespero.it
  • rivolgerti alle organizzazioni sindacali: FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS-Confsal, GILDA-UNAMS, ANP-CIDA
  • rivolgerti ai referenti sui posti di lavoro

Assolutamente no.

Dal 1° giugno 2013 i lavoratori della scuola pubblica che sono interessati all’adesione al Fondo Espero, posso aderire solo tramite il portale NoiPA.

La nuova modalità di adesione non riguarda quindi i dipendenti che hanno aderito al Fondo in passato seguendo la vecchia procedura di invio della domanda cartacea. I lavoratori già iscritti non devono infatti seguire alcuna nuova procedura per “rinnovare” l’iscrizione.

Chi ha un contratto a tempo determinato è sicuramente in TFR (fanno eccezione solo gli insegnanti di religione che da prima del 01/01/2001 non hanno mai avuto un giorno di interruzione del rapporto di lavoro).

Per chi ha un contratto a tempo indeterminato lo spartiacque è il 31-12-2000. Prima del 31-12 si è in TFS, dopo in TFR. In caso di decorrenza economica diversa dalla decorrenza giuridica va presa in considerazione la DECORRENZA GIURIDICA del contratto.

L’aderente al Fondo Espero è sempre in TFR: con l’adesione al Fondo, se non si è già in regime di TFR, si opta infatti per il passaggio.

Il Trattamento di Fine Servizio (TFS) si differenzia dal trattamento di fine rapporto (TFR) per le modalità di calcolo. Il TFS è pari all’80% dell’ultima retribuzione utile moltiplicata per gli anni di servizio.
Il TFR, invece, corrisponde all’accantonamento di una quota del salario corrisposto (6,91%), calcolata sul 100% della retribuzione utile, e rivalutato, anno dopo anno, sulla base del 75% del tasso d’inflazione più un 1,5% fisso.
Ci sono, inoltre, alcune differenze rispetto al trattamento fiscale delle prestazioni.

Sì, la legge ha previsto un articolato ed efficace sistema di controllo sull’attività dei fondi pensione.
È possibile individuare un duplice livello di controllo:

  • uno interno di natura associativa, rimesso al Collegio sindacale e all’Assemblea dei delegati, secondo le norme del Codice Civile
  • l’altro esterno di carattere pubblico, rimesso alla Commissione di Vigilanza sui fondi pensione (COVIP) ed agli enti ai quali compete il controllo sui gestori finanziari (Banca d’Italia, Consob, Isvap).

Gli organi di Espero sono:

  • l’Assemblea dei delegati
  • il Consiglio di Amministrazione
  • il Presidente e il Vice Presidente
  • il Collegio dei Revisori Contabili

Tutti gli Organi sono a composizione paritetica tra rappresentanti dei lavoratori e rappresentanti dei datori di lavoro.

  • L’Assemblea dei delegati per metà è eletta dagli iscritti ad Espero e per metà è designata dalle amministrazioni
  • Il Consiglio di Amministrazione e il Collegio dei Revisori Contabili sono eletti dall’Assemblea dei delegati
  • Il Presidente ed il Vice Presidente sono eletti dal Consiglio di Amministrazione

E’ prevista una “quota associativa” annuale, destinata a far fronte alle spese di gestione amministrativa di Espero. La quota associativa, stabilita annualmente dal C.d.A., non può, comunque, eccedere lo 0,12% della retribuzione annua utile per il calcolo della contribuzione ed è attualmente pari allo 0,07%.
I costi della gestione finanziaria e della banca depositaria gravano direttamente sul patrimonio del Fondo.
Per ulteriori informazioni sulle spese, puoi consultare la sezione I costi o la Nota Informativa di Espero.

Sì, Espero invia ogni anno al lavoratore un certificato di quanto risulta versato sul suo conto con la suddivisione degli importi fra: versamenti a carico del lavoratore, a carico del datore di lavoro e quanto contabilizzato, figurativamente, da Inps Gestione ex Inpdap. La comunicazione periodica è disponibile solo in  modalità on line accedendo al portale NoiPA e all’Area Riservata Associati sul sito di Espero.

Se la tua mail è abbinata alla tua anagrafica puoi chiedere l’emissione di un nuovo codice personale, seguendo la procedura automatica di invio della password sulla tua mail, disponibile nell’area Posizione individuale Associati.
In alternativa, puoi richiedere un nuovo codice personale compilando ed inviando al Fondo per fax al numero 06 5227 9155 o per mail all’indirizzo info.aderenti@fondoespero.it il Modulo per la Richiesta del codice personale che trovi nella Modulistica, insieme alla fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità.

I beneficiari della tua posizione, in caso di premorienza durante l’adesione sono:

  • il coniuge;
  • in mancanza del coniuge, i figli;
  • in mancanza dei figli, i genitori fiscalmente a carico dell’associato;
  • in mancanza di tutti i soggetti sopra riportati, il/i beneficiario/i designato/i dall’associato.

Per designare uno o più beneficiari è necessario che compili ed invii al Fondo l’apposito modulo disponibile nella Modulistica. Al modulo dovrai allegare la fotocopia di un tuo documento e di quello della/e persona/e designata/e.

Sì, in qualsiasi momento puoi aggiungere, togliere o modificare uno o più beneficiari, seguendo la stessa procedura della volta precedente.

Sì, è estremamente importante per il Fondo che la tua anagrafica sia sempre aggiornata. Soprattutto se è stato aggiornato il tuo codice fiscale è indispensabile comunicare al Fondo il nuovo c.f., in maniera tale che i contributi siano correttamente riconciliati sulla tua posizione ecc….
Per informarci della variazione inviaci una lettera, un fax o una mail con i tuoi dati anagrafici completi, vecchi e nuovi.

Puoi modificare i tuoi recapiti collegandoti alla tua area riservata.

In alternativa puoi inviarci una mail, un fax o una lettera con i tuoi nuovi recapiti e provvederemo ad aggiornarli.

No.
In costanza dei requisiti di partecipazione ad Espero non è possibile recedere dall’iscrizione né richiedere il riscatto della posizione maturata. È possibile tuttavia, in particolari circostanze, richiedere una anticipazione delle somme versate a titolo di contribuzione del lavoratore e del datore di lavoro.

Prestazioni

Con almeno otto anni di anzianità di iscrizione ad Espero è possibile richiedere l’anticipazione dell’intera posizione individuale maturata (con esclusione delle contribuzioni figurative: TFR e quota aggiuntiva dell’1,5%) per i seguenti motivi:

  • spese sanitarie per terapie ed interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche
  • acquisto o ristrutturazione della prima casa di abitazione per sé o per i propri figli
  • spese sostenute durante la fruizione dei congedi per la formazione continua

L’anticipazione non interrompe la contribuzione.
È data facoltà all’iscritto di reintegrare, con le modalità che saranno individuate dal C.d.A., la propria posizione individuale.

Sì, purché la spesa non sia stata sostenuta più di 18 mesi prima dalla presentazione della domanda di anticipazione (termine previsto dagli Orientamenti Covip sulle anticipazioni del 10 febbraio 2011)

Se gli interventi riguardano parti comuni dell’immobile, alla documentazione necessaria per richiedere l’anticipazione sarà necessario allegare copia della delibera condominiale di approvazione dei lavori e della tabella millesimale di ripartizione delle spese.

Dopo almeno tre anni di iscrizione sarà possibile trasferire la propria posizione individuale presso un’altra forma pensionistica complementare.
In questo caso si perde il diritto al contributo del datore di lavoro, al versamento del TFR e all’eventuale quota aggiuntiva dell’1,5%.

In tal caso, se la nuova Amministrazione rientra nell’area di Espero, nulla cambia e l’interessato resta iscritto al fondo e prosegue normalmente il flusso contributivo. Qualora, invece, l’Amministrazione di destinazione dovesse appartenere ad altri comparti pubblici o privati è possibile:

  • trasferire l’intera posizione maturata presso Espero al fondo pensione relativo alla nuova attività lavorativa
  • trasferire la propria posizione individuale ad una forma pensionistica individuale
  • riscattare l’intera posizione maturata
  • mantenere la posizione individuale presso Espero in assenza di contribuzione.

In questi casi è possibile scegliere tra le seguenti possibilità:

  • trasferire la propria posizione maturata presso Espero ad un altro fondo pensione in relazione alla, eventuale, nuova attività lavorativa
  • trasferire la propria posizione individuale maturata presso Espero ad una forma pensionistica individuale
  • riscattare integralmente la posizione maturata presso Espero
  • mantenere l’iscrizione ad Espero in assenza di contribuzione.

ESPERO prevede che, in caso di sospensione del rapporto di lavoro senza diritto alla retribuzione, sono contestualmente sospese le contribuzioni comprese quelle conferite figurativamente e contabilizzate dall’Inps Gestione ex Inpdap.

In caso di mancata prestazione dovuta a malattia, con corresponsione totale o parziale della retribuzione, a infortunio o ad assenza obbligatoria o facoltativa per maternità la contribuzione è calcolata sulla base retributiva a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento della prestazione lavorativa.
Negli stessi casi il lavoratore interessato può decidere di sospendere la contribuzione a proprio carico. Contestualmente viene sospesa anche la contribuzione a carico del datore di lavoro, ad eccezione di quella figurativa contabilizzata dall’Inps Gestione ex Inpdap.

In caso di morte dell’iscritto in attività di servizio la posizione individuale maturata presso Espero è riscattata:
dal coniuge

  • in mancanza del coniuge, dai figli in parti uguali
  • in mancanza dei figli, dai genitori se a carico dell’iscritto
  • in mancanza dei genitori, dal beneficiario designato dall’iscritto
  • in assenza anche del beneficiario designato, la posizione individuale resta acquisita al Fondo.

L’iscritto, al momento del pensionamento opterà per una tra le seguenti tipologie di rendite proposte,  valutando la possibilità di rendere reversibilie la rendita, in caso di un suo decesso, ad un beneficiario da lui nominato:

  • Rendita vitalizia “semplice”:  il decesso estingue il pagamento della pensione, negli altri casi sono previste prestazioni ulteriori a tutela dei beneficiari designati/eredi.
  • Rendita “reversibile” A seguito del decesso dell’aderente, la rendita viene rivolta verso il reversionario, ovvero il soggetto indicato precedentemente dall’aderente.
  • Rendita  certa per 5 o 10 anni e successivamente vitalizia. In caso l’aderente deceda entro 5/10 anni, la rata viene comunque corrisposta per i 5/10 anni prestabiliti al beneficiario o, laddove non indicato, agli eredi.
  • Rendita con restituzione del capitale residuo. In caso di decesso sarà il beneficiario o, laddove non indicato, gli eredi che andranno a ricevere in capitale quanto ancora accumulato presso il fondo pensione

Il fondo pensione Espero eroga essenzialmente pensioni complementari al sistema previdenziale pubblico ed in particolare:

  • pensione di vecchiaia, che si consegue al compimento dell’età pensionabile stabilita nel regime obbligatorio e con almeno cinque anni di partecipazione al fondo
  • pensione di anzianità, che si consegue, in caso di cessazione dell’attività lavorativa, al compimento di un’età di non più di dieci anni inferiore a quella prevista per la pensione di vecchiaia secondo il regime obbligatorio e con almeno quindici anni di partecipazione al fondo.

È possibile riscuotere parte del montante maturato sotto forma di capitale per un importo non superiore al 50%.
Solo se la rendita risultante dal rimanente 50% fosse inferiore al 50% dell’assegno sociale è possibile riscuotere l’intera posizione maturata sotto forma di capitale senza alcuna penalizzazione fiscale.
Inoltre è importante sapere che la tassazione è agevolata solo se la prestazione in capitale non è superiore al 1/3 del montante maturato.

Esistono diverse opzioni di rendita tra le quali scegliere la più adatta alle proprie esigenze:

  • Rendita vitalizia semplice
  • Rendita reversibile
  • Rendita certa per 5 o 10 anni e successivamente vitalizia
  • Rendita con restituzione del capitale residuo
  • Rendita con raddoppio dell’importo in caso di perdita dell’autosufficienza

Si può scegliere esclusivamente una sola delle tipologie proposte.

La rendita vitalizia semplice viene corrisposta dal momento in cui l’aderente va in pensione fino alla sua morte.

La rendita reversibile viene corrisposta finché l’aderente è in vita e, in seguito, al beneficiario da esso indicato se superstite. La rendita si estingue con il decesso di quest’ultimo. Si sottolinea come l’importo della rendita varia in base all’età del beneficiario designato per la reversibilità: più esso sarà giovane, minore sarà l’importo della rendita erogata.

La rendita certa per 5/10 anni e poi vitalizia viene corrisposta al pensionato o in caso di decesso ai beneficiari/eredi, per il numero di anni stabiliti dall’aderente stesso. Al termine di questo periodo la rendita si trasforma in vitalizia nel caso in cui il pensionato sia ancora in vita; si estingue nel caso in cui sia deceduto.

La rendita con restituzione del capitale residuo viene corrisposta all’aderente finché è in vita.
Al momento del suo decesso viene versato ai beneficiari designati/eredi il capitale residuo, anche sotto forma di pagamento periodico.
Il capitale residuo sarà pari all’importo maturato trasformato in rendita al netto delle rate di rendita già riscosse.

La rendita con raddoppio dell’importo in caso di perdita di autosufficienza Corrisposta all’aderente finché è in vita, prevede il raddoppio dell’importo erogato in caso di perdita dell’autosufficienza.

La perdita di autosufficienza dell’Assicurato principale in modo presumibilmente permanente avviene quando l’Assicurato è incapace di svolgere gli “atti elementari della vita quotidiana” di seguito riportati  e per  il cui svolgimento necessita di assistenza da parte di un’altra persona:

  1. farsi il bagno o la doccia
  2. vestirsi e svestirsi
  3. igiene del corpo
  4. mobilità
  5. continenza
  6. bere e mangiare

Per ciascuno degli atti sopra indicati sono previsti tre diversi gradi di autonomia ai quali sono associati dei punteggi; la perdita di autosufficienza, ai fini dell’attribuzione del diritto a ricevere la prestazione assicurata, viene riconosciuta quando si raggiungono i 40 punti.

Se alla rendita vitalizia si affiancano prestazioni ulteriori (per garantire una maggiore tutela ai propri beneficiari o eredi), il valore della rendita subirà decurtazioni più o meno sensibili.

Se prendiamo a esempio un pensionato maschio di 65 anni (importo della rendita per € 100.000 di capitale maturato) i risultati per la prima annualità di rendita sono i seguenti:

  • Rendita vitalizia semplice: 6.255 €
  • Rendita reversibile:4.787 €Rendita certa per 5 e successivamente vitalizia: 6.216 €
  • Rendita certa per 10 e successivamente vitalizia: 6.095 €
  • Rendita con restituzione del capitale residuo: 5.605 €
  • Rendita con raddoppio dell’importo in caso di perdita dell’autosufficienza: 6100 €

Valore della rendita in euro, al lordo della tassazione, nell’ipotesi di rateazione annuale. Per la rendita reversibile si è considerata un’aliquota di reversibilità del 100% ed un beneficiario di sesso femminile di 62 anni.

Si ricorda che la scelta della pensione più adatta comporta la considerazione di due fondamentali fattori:

  • l’esigenza che si intende soddisfare (integrazione del reddito personale, maggior tutela delle fasi di vecchiaia più avanzata, trasferimento di risorse ad altri soggetti, ……)
  • l’importo di rendita necessario per soddisfare tale esigenza, intendendo con ciò il minor valore della rata di rendita prescelta rispetto alla rata di rendita vitalizia semplice.

Le tavole demografiche sono lo strumento principale di analisi che si utilizza per definire il valore della rendita che viene concessa al lavoratore. In particolare le tavole demografiche esprimono la speranza di vita attesa per ogni individuo in relazione al sesso e all’età in cui richiede la rendita. Fondo Espero ha scelto le tavole tecnicamente più aggiornate, le IPS 55.

La rivalutazione della rendita è data dalla differenza tra il rendimento netto della gestione separata (rendimento annuale lordo al quale occorre sottrarre i costi della gestione stessa) ed il rendimento già anticipato  dalla Compagnia di assicurazione sulla base del tasso tecnico prescelto.

Da non dimenticare, infine, che il valore della pensione consolida le rivalutazioni finanziarie riconosciute nei vari anni, ciò significa che può solo aumentare (e mai diminuire) rispetto agli importi progressivamente raggiunti.

Nelle compagnie di assicurazione, la gestione separata è un  fondo appositamente creato dall’impresa di assicurazione e gestito separatamente rispetto al complesso delle attività dell’impresa. Dal rendimento ottenuto con la gestione separata deriva la rivalutazione annua del capitale dovuto al lavoratore.

Il tasso tecnico è il tasso minimo di rendimento che  viene garantito in via anticipata al lavoratore. Maggiore è il tasso tecnico previsto più alta sarà la prima rata di rendita e minore la sua rivalutazione nel tempo (si beneficia in anticipo di rendimenti futuri).
Fondo Espero ha scelto di offrire una ampia gamma di opzioni. L’iscritto potrà scegliere tra il tasso 0, 1, 2 e 2,5%. Un tasso 0 permette di avere una rata di rendita iniziale più bassa rispetto a quella calcolata con il tasso 2,5% ma, in compenso, il tasso 0 permette una rivalutazione negli anni più alta.

Per l’erogazione delle prestazioni in forma di rendita Espero ha stipulato un’apposita convenzione con Assicurazioni Generali S.p.A. in raggruppamento temporaneo di imprese con INA Assitalia S.p.A.

Si intende la casa centro degli interessi dell’iscritto, ovvero di un suo figlio, destinata a dimora abituale – ossia dove si ha o intende trasferire la propria residenza.

Non necessariamente; la casa può essere ubicata anche all’estero purché l’immobile sia di proprietà dell’iscritto o dei suoi figli e che sia destinato dagli stessi soggetti a loro residenza o dimora abituale.

Sì, purchè l’immobile ricada nel regime di comunione dei beni.

Il riscatto è possibile solo prima di aver cominciato a versare contributi alla forma individuale di previdenza complementare alla quale mi trasferisco. Si ricorda che il riscatto per perdita dei requisiti di partecipazione (ad esempio in caso di licenziamento o cambio di lavoro) è consentita solo nelle adesioni collettive ai fondi pensione.

Gestione finanziaria

Lo scopo esclusivo di Espero è quello di erogare trattamenti pensionistici complementari. Le risorse disponibili, quindi, non sono gestite con finalità speculative ma secondo criteri di prudenza.

La gestione delle risorse dovrà, quindi, ispirarsi:

  • alla diversificazione degli investimenti
  • ad una efficiente gestione del portafoglio
  • alla diversificazione del rischio
  • al contenimento dei costi
  • alla massimizzazione dei rendimenti

Lo statuto di Espero prevede che le risorse disponibili devono essere gestite, integralmente, mediante convenzioni con gestori finanziari specializzati e autorizzati (Banche, Compagnie di Assicurazioni, Società di Gestione del Risparmio, Società di Intermediazione Mobiliare), scelti dal Fondo a seguito di apposita selezione pubblica.

I contributi versati a Espero, al netto degli oneri trattenuti al momento del versamento (quota di iscrizione una tantum e quota associativa annua), sono investiti in strumenti finanziari (come, ad esempio, azioni, titoli di Stato e altri titoli obbligazionari, quote di fondi comuni di investimento).
Fondo Espero è strutturato in due comparti di investimento: il Comparto Garanzia e il comparto Crescita, che adottano differenti politiche di investimento e di rischio e producono nel tempo un rendimento variabile in funzione degli andamenti dei mercati e delle scelte di gestione.
Ogni aderente può scegliere il comparto in cui versare i contributi in base alle sue esigenze. Una volta scelto, il comparto di appartenenza può essere modificato.

No.
Espero non può fallire perché è gestito in base alla tecnica della capitalizzazione che comporta l’erogazione delle prestazioni esclusivamente nei limiti della consistenza del patrimonio in gestione. Non è quindi possibile che si verifichino squilibri gestionali per quanto riguarda il patrimonio destinato alle prestazioni. Lo stesso legislatore ha escluso qualunque procedura fallimentare.

In primo luogo, occorre considerare che il fondo pensione abbia più di un gestore e che tutti i gestori devono rispondere a requisiti di solidità, professionalità e dimensioni tali da mettere Espero al riparo da sgradite sorprese.
Inoltre, per espressa previsione di legge:

  • il patrimonio che Espero affida ai diversi gestori finanziari si configura giuridicamente come un patrimonio separato ed autonomo che resta, comunque, nella totalità del Fondo. Ciò comporta che in caso di fallimento del gestore il patrimonio gestito per conto del fondo pensione non rientra nell’attivo fallimentare e, quindi, non è interessato dalla procedura fallimentare o concorsuale relativa al gestore.
  • Il patrimonio affidato in gestione non è consegnato materialmente al gestore ma alla banca depositaria che certifica, sotto la propria responsabilità, l’esistenza e la consistenza del patrimonio di Espero, che resta comunque autonomo e separato rispetto al patrimonio della banca stessa.

Il vero rischio finanziario che l’iscritto ad un fondo pensione complementare può correre consiste nella possibilità di non riuscire a difendere il potere d’acquisto dei contributi versati e, quindi, nel ricevere una prestazione inferiore a quella attesa.

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